
I docenti del Liceo Seneca di Roma, in seguito allo scoppio del conflitto russo-ucraino, si sono immediatamente attivati a difesa dei valori della libertà, della democrazia, della pace e della solidarietà sanciti dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Nel pieno espletamento delle funzioni educative, formative e civiche hanno ritenuto loro obbligo morale sensibilizzare gli alunni nei confronti dei drammatici eventi storici e dei “venti di guerra” che minacciano il nostro continente e l’equilibrio geopolitico mondiale. Docenti e alunni si impegnano in prima persona a farsi promotori di pace e di solidarietà, difensori dei popoli vittime delle guerre, propugnatori della pace “senza se e senza ma”, sostenitori del ripudio della guerra “come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” come sancito dall’art. 11 della nostra Costituzione. Ecco perché ci impegneremo costantemente a promuovere una cultura di pace attiva, ad operare in stretta collaborazione con associazioni e enti che supportano le famiglie, i feriti, i profughi e la società civile vittima di guerre scellerate. Ecco perché riteniamo opportuno cooperare con le altre scuole del territorio, tenere dibattiti, conferenze, promuovere l’ascolto, la solidarietà concreta, disinteressata e autentica a tutela e rispetto della dignità umana. Le nostre studentesse ed i nostri studenti, già provati dai due anni di emergenza pandemica, sono ragazze e ragazzi di pace. L’Italia repubblicana e democratica e l’Europa, nate sulle rovine della seconda guerra mondiale, hanno saputo educare le giovani generazioni al ripudio delle armi e alla difesa del bene più prezioso per la salvaguardia dei popoli, dell’ambiente e del mondo: la pace che assicuri la prosecuzione della vita e la pacifica convivenza dei popoli. È un bene ed una eredità preziosa, un segno di civiltà che dobbiamo difendere ad ogni costo levando in alto i colori arcobaleno della bandiera della pace e costruendo “i ponti” del dialogo, della condivisione, della tolleranza e del bene comune.












































